MERCATI AZIONARI INTERNAZIONALI (maggio 2008) - Grazie a inaspettate buone notizie sul fronte economico nel mese scorso le Borse azionarie mondiali si sono mosse in maniera assolutamente positiva. A guidare la carica l’indice azionario tedesco (DAX) che ha superato i 7.200 punti base con una crescita di più di 1.000 punti rispetto al minimo toccato a metà marzo. Questo ha provocato movimenti imprevisti rispetto alle previsioni, in particolare per quanto riguarda l’aspetto della crescita economica.
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MERCATI AZIONARI INTERNAZIONALI (maggio 2008)

2008/06/19 17:24

Comunicato stampa dell'azienda:
Union Investment
Grazie a inaspettate buone notizie sul fronte economico nel mese scorso le Borse azionarie mondiali si sono mosse in maniera assolutamente positiva. A guidare la carica l’indice azionario tedesco (DAX) che ha superato i 7.200 punti base con una crescita di più di 1.000 punti rispetto al minimo toccato a metà marzo. Questo ha provocato movimenti imprevisti rispetto alle previsioni, in particolare per quanto riguarda l’aspetto della crescita economica. Nel primo trimestre il PIL è cresciuto infatti del 1,5 per cento, l’aumento più consistente registrato negli ultimi dodici anni. In
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questa rosea atmosfera sono riprese le voci di possibili fusioni e acquisizioni. Si è parlato di un possibile interesse di Commerzbank per la banca postale e anche dell’acquisizione del mediatore immobiliare Interhyp da parte del gruppo finanziario olandese Engineer Groep. Tutte queste manovre sono state interpretate come segnali di un progressivo superamento della crisi finanziaria.

Nella seconda metà del mese sono stati i timori di una ripresa dell’inflazione a tenere banco e a far crollare le contrattazioni. Molla scatenante l’impennata del prezzo del petrolio la cui quotazione a un certo punto ha superato i 135 dollari a barile. Il prezzo dell’oro nero è perciò raddoppiato nel giro di un anno. Preoccupazioni e incertezza hanno quindi marcato la ripresa dei consumi, che hanno subito un’ulteriore decisa frenata in tutto il mondo, dall’America all’Asia all’Europa. La fiducia dei consumatori nel sistema economico è tornata a raffreddarsi. Le notizie economiche sono state piuttosto positive ma le contrattazioni sembrano non averne tenuto granchè conto. Sono stati solo i beni più stabili e duraturi ad avvantaggiarsene, sia in Giappone che negli USA.

I mercati asiatici invece si sono mossi in maniera diversa. A Hong Kong e in Cina sono continuati i movimenti correttivi dei mesi precedenti. Il disastroso terremoto in Cina non ha avuto forti ripercussioni sul mercato, su cui ha influito di più la progettata liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni. In Paesi quali il Brasile, la Russia e l’Indonesia sono stati soprattutto i titoli legati al settore energetico a trarre beneficio dal continuo aumento delle quotazioni petrolifere.

Gli indicatori economici non si sono discostati molto da quelli del mese precedente. Mentre il DJ EuroStoxx50 e il Dow Jones Industrial Average hanno dovuto sostenere entrambi una perdita, il DAX con i suoi 7.000 punti base ha fatto registrare un aumento di un bel 2 per cento. L’indice Nikkei ha chiuso con un più 3,5 per cento a 14.350.



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