Il mercato valutario internazionale - Union Investment
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Comunicato stampa dell'azienda:
Union Investment
L’euro ha rotto l’esistente situazione che si protraeva dal febbraio scorso e che lo vedeva fluttuare tra 1.54 e 1.60 e ha cominciato a calare. Nuovi dati economici negativi che riguardano la zona euro hanno cambiato le aspettative degli operatori del settore che ora temono che la BCE abbassi il tasso principale prima di quanto si pensasse. La differenza tra i tassi d’interesse si è così ridotta a favore del mercato americano, aiutando in questo modo il traballante dollaro. A fine agosto il cambio era ancora di 1.46 dollari per euro che equivale più o meno al livello dell’inizio
dell’anno. Nel corso di tutto il mese di agosto l’euro ha perso nel complesso più del 6 per cento di valore. L’euro più debole favorisce indubbiamente il settore dell’esportazione perché aumenta la competitività dei prezzi sul mercato mondiale. D’altro canto però influenza negativamente il settore dell’importazione e di conseguenza mette ancor più a rischio la stabilità del livello dei costi nell’area euro.
Nel mese di agosto l’euro non ha perso valore solo nei confronti del dollaro, ma anche nei rapporti con la maggior parte delle altre principali valute. Nei confronti dello yen si parla di un altro 6 per cento circa e per quanto riguarda il rapporto con il franco svizzero la perdita registrata è intorno all’1 per cento. Anche il rapporto con al sterlina inglese non fa ben sperare e sottolinea l’attuale debolezza della moneta europea. A chiudere il cerchio, dopo l’ottimo andamento degli ultimi mesi anche le valute dei Paesi dell’Europa dell’Est hanno cominciato a mostrare segnali di sofferenza, finendo sotto pressione. La Corona ceca e lo Zloty polacco hanno perso entrambe un buon 3 per cento nei confronti dell’euro. Tra i Paesi che puntano a conquistare una maggior importanza sui mercati finanziari sono stati soprattutto Messico, Brasile e Turchia a dimostrarsi in ottima salute.
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