Il mercato azionario USA nel mese di marzo - Già a febbraio erano state previste grosse perdite nel settore e ora che la seconda società finanziaria che opera nel settore immobiliare, la Century Financial, si è trovata di fronte alla bancarotta, gli investitori si sono ulteriormente spaventati. Il timore principale è stato che l’investitore privato rifuggisse dal comparto. Questo rischiava di avere effetti fatali sulla crescita dell’economia americana e perciò c’è stata un’ondata di vendite. Il Dow Jones Industriale AVERAGE (DJIA) è crollato a 12.050 punti ed è rimasto basso malgrado i tentativi di ripresa che si sono verificati intorno alla metà del mese.
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Il mercato azionario USA nel mese di marzo

2007/04/10 18:19

Comunicato stampa dell'azienda:
Union Investment
Già a febbraio erano state previste grosse perdite nel settore e ora che la seconda società finanziaria che opera nel settore immobiliare, la Century Financial, si è trovata di fronte alla bancarotta, gli investitori si sono ulteriormente spaventati. Il timore principale è stato che l’investitore privato rifuggisse dal comparto. Questo rischiava di avere effetti fatali sulla crescita dell’economia americana e perciò c’è stata un’ondata di vendite. Il Dow Jones Industriale AVERAGE (DJIA) è crollato a 12.050 punti ed è rimasto basso malgrado i tentativi di ripresa che si sono
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verificati intorno alla metà del mese. Si è poi assistito a un’impennata dell’indice con un successivo assestamento. Alla fine marzo ha chiuso a 12.354 punti, con una leggera crescita percentuale su base mensile. Il mercato è stato sostenuto in modo particolare dalla FED. Le decisioni prese dalla banca emittente riguardo ai tassi d’interesse (quelli chiave sono rimasti sostanzialmente invariati) invece hanno avuto minor impatto sulla tendenza positiva registrata in seguito dai listini. Altre notizie negative sono venute dalla deludente situazione economica e dalla ripresa della corsa del prezzo del greggio, chiaramente legato all’ulteriore aggravamento del conflitto iraniani. Ciò nonostante il bilancio mensile USA è rimasto positivo. In questo periodo le aziende hanno dato buoni segnali di crescita. Le grandi banche d’investimento Goldman Sachs, Bear Stearn e Lehman Brothers hanno registrato profitti per il primo trimestre 2007. Anche le società di software Oracle e Adobe hanno offerto buoni rendimenti, superiori alle aspettative degli stessi analisti. Altri stimoli positivi per l’andamento del mercato nel suo complesso sono venuti dai numerosi progetti di fusioni e acquisizioni, tra cui per esempio nel settore petrolifero la Todco e la Hercules. La tendenza di crescita prosegue e malgrado le recenti turbolenze siamo fiduciosi per quanto riguarda i futuri sviluppi dell’economia USA. I dati aziendali potrebbero continuare a migliorare e questo a tutto vantaggio delle Borse, anche se non escludiamo la possibilità di una maggior volatilità dovuta a movimenti correttivi dei listini. Permane però il rischio di un temporaneo raffreddamento dei mercati finché non saranno risolti i problemi legati alla crisi dei mutui. Anche la crescita dei dati aziendali non è comunque scontata. Altra fonte di speculazione è rappresentata dall’incognita per le future decisioni della FED sui tassi e l’eventuale conseguente aumento dell’inflazione, così come restano fattore di rischio le oscillazioni del prezzo del petrolio. Nel complesso però, a medio termine, la nostra valutazione del mercato USA resta positiva.



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