Giappone - a cura dell'ufficio studi di Union Investment
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Comunicato stampa dell'azienda:
Union Investment
Apertura in forte discesa
Gli eventi delle Borse giapponesi in gennaio sono stati marcati, come nel resto del mondo, dalle ripercussioni degli health resort. I crescenti timori di recessione negli USA, uno dei principali partner commerciali del Giappone, e i dati negativi che hanno caratterizzato il settore bancario americano, sono stati tra i fattori che hanno influito di più sull’andamento del mercato. Anche gli istituti di credito giapponesi, nei dati sui primi nove mesi dell’anno fiscale (da aprile a dicembre 2007) hanno fatto registrare perdite più consistenti del
previsto, anche se non elevate come in America e in Europa. Nei risultati di questi nove mesi vi sono stati segnali di una modesta recessione che ha ulteriormente indebolito la già debole economia giapponese. Grandi gruppi come Komatsu e Fanuc hanno beneficiato della crescente richiesta da parte dei mercati emergenti ma non sono riusciti a presentare risultati brillanti. I settori automobilistico, tecnologico e del consumo al dettaglio hanno avuto un andamento irregolare. Su tutto continuano a pesare la temuta recessione americana e i suoi contraccolpi sul piano internazionale. L’indice Nikkei è però riuscito a risalire con facilità superando i minimi del mese passato e ha chiuso a quota 13592 punti base, con però un forte deficit di un buon 11 per cento su base mensile.
E’ in atto un processo di rafforzamento di base Nelle prossime settimane il mercato azionario giapponese continuerà a essere sottoposto a forti pressioni, con un’alta volatilità e il rischio di sviluppi negativi che però, anche se rappresenteranno un’evidente difficoltà a breve termine, sono stati in parte già assorbiti dai corsi. Permane però il timore di una recessione globale o degli effetti negativi di un rafforzamento dello yen, la cui rivalutazione nei prossimi due trimestri potrebbe colpire i risultati aziendali. Ciononostante le società giapponesi che sono sostanzialmente ricche e con un’alta liquidità dovrebbero riuscire a compensare rapidamente gli eventuali danni. Anche l’aumento dei costi di metalli e materie prime che si prospetta all’orizzonte non dovrebbe avere un peso troppo forte. Tutto sommato dal punto di vista dei profitti lo scenario sembra rispettare le aspettative, documentate anche dall’annunciato aumento dei dividendi. In quest’ottica è ragionevole prevedere l’arrivo di buone notizie. Nel complesso il mercato azionario giapponese sembra stia rafforzando una propria base di solidità e il processo in atto dovrebbe proseguire per un po’ di tempo. Alcune isolate aziende però sembrano avviate sulla strada di una modesta frenata per la seconda metà del 2008 e gli operatori finanziari dovrebbero approfittare di questa situazione per rafforzare con attenzione la propria posizione nel mercato nipponico.
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