Europa dell'Est - a cura dell'ufficio studi di Union Investment - Persiste un’alta volatilità
Nel mese di febbraio i mercati dell’Europa dell’Est nel loro insieme sono stati caratterizzati da un’alta volatilità. L’andamento azionario per Polonia e Ungheria nel mese preso in esame è rimasto pressoché invariato e la stagione dei report trimestali in Polonia si è aperta all’insegna delle prime delusioni. Diversamente si sono comportate la Repubblica Ceca e soprattutto la Russia dove l’andamento dei corsi ha fatto salire l’indice RTS di un buon 8 per cento. Il mercato russo si è poi avvantaggiato anche dell’aumento del prezzo del petrolio che ha superato i 100 dollari a barile. Per quanto riguarda le performance dei singoli settori è stato soprattutto il comparto bancario a segnare perdite consistenti dovute al generale preoccupante perdurare delle pesanti ripercussioni a livello internazionale della crisi dei mutui subprime americani.