Europa dell'Est - a cura dell'ufficio studi di Union Investment
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Comunicato stampa dell'azienda:
Union Investment
Persiste un’alta volatilità
Nel mese di febbraio i mercati dell’Europa dell’Est nel loro insieme sono stati caratterizzati da un’alta volatilità. L’andamento azionario per Polonia e Ungheria nel mese preso in esame è rimasto pressoché invariato e la stagione dei report trimestali in Polonia si è aperta all’insegna delle prime delusioni. Diversamente si sono comportate la Repubblica Ceca e soprattutto la Russia dove l’andamento dei corsi ha fatto salire l’indice RTS di un buon 8 per cento. Il mercato russo si è poi avvantaggiato anche dell’aumento del prezzo
del petrolio che ha superato i 100 dollari a barile. Per quanto riguarda le performance dei singoli settori è stato soprattutto il comparto bancario a segnare perdite consistenti dovute al generale preoccupante perdurare delle pesanti ripercussioni a livello internazionale della crisi dei mutui subprime americani. Tra i vincenti invece, in parte, i titoli ciclici che hanno tratto vantaggio dai consistenti aumenti delle materie prime. Sul fronte valutario i Paesi dell’Europa dell’Est sono risultati un po’ in affanno dovendo sottostare agli incerti rapporti macroeconomici che governano il settore. Queste difficoltà si sono fatte sentire soprattutto in Ungheria dove si è dovuto operare sull’euro per sostenere il Fiorino ungherese.
Vi sono ulteriori potenzialità dei corsi I timori di recessione negli USA e la crisi dei mercati finanziari continueranno a tenere il mercato con il fiato sospeso ancora per qualche tempo e questo porterà al perdurare di un’elevata volatilità nei mercati dei Paesi dell’Est. D’altro canto però intravediamo nei mercati emergenti dell’Europa dell’Est la possibilità di sviluppi interessanti. Il nostro preferito nella regione resta il mercato azionario russo, dove l’impulso positivo viene soprattutto da promettenti fattori di base che si presentano sotto forma di una situazione economica che continua a essere solida, sostenuta per di più dal prezzo di petrolio e gas ulteriormente in crescita, da soddisfacenti risultati societari e da quotazioni relativamente favorevoli. Questa base di partenza di tutto rispetto continuerà a sostenere il mercato, anche grazie a una bilancia dei pagamenti chiaramente positiva, a elevate riserve monetarie e a un sostanzioso fondo di sostentamento. Non bisogna poi dimenticare che la crescente prosperità economica potrebbe dar vita a un rinnovato entusiasmo dei mercati interni e spingere a un netto miglioramento generale. Sotto l’aspetto dei singoli titoli, privilegiamo in primo luogo i settori immobiliare ed edilizio, i difensivi quali il farmaceutico, i beni di consumo e il bancario. Anche il mondo delle telecomunicazioni in Russia ci sembra promettente alla luce della crescente richiesta del mercato, a differenza di quanto avviene in questo campo nei Paesi limitrofi. I titoli ciclici restano comunque sottopesati.
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