Conti correnti online: concorrenza e recruiting
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Comunicato stampa dell'azienda:
eFinancialCareers.it
Il panorama è ormai dominato da nuove tipologie di conto e le banche, dalle più innovative alle più tradizionali, stanno adeguando la loro offerta con nuovi prodotti.
Quello che colpisce di più è la crescita dell’offerta di prodotti a zero spese, che secondo il Rapporto 2008 dell'Osservatorio Finanziario sui conti correnti on line sono aumentati del 150% e vanno a coprire il 40% del campione preso in esame, rappresentativo dell’intera offerta retail in Italia, con una progressione di crescita ancora più sorprendente: rappresentava il 16% del campione a fine 2006 e solo
il 4% nel 2005.
La rivoluzione, se così possiamo dire, è stata originata dall’introduzione del pacchetto di norme Bersani che ha definitivamente abolito le spese di chiusura conto e ha permesso per questa via di aprire alla concorrenza rendendo conveniente e agevolando la possibilità di migrare da un vecchio conto a uno nuovo, preferibilmente online appunto. Infatti, tale concorrenza non ha avuto grandi effetti sul versante del banking tradizionale, solo il ricambio generazionale della base della clientela potrà completare il processo iniziato: le banche infatti stanno offrendo questi prodotti perché la clientela sta cambiando e ha maggiore confidenza e fiducia nelle operazioni online rispetto a qualche anno fa. “È questo uno dei motivi per cui IWBank è stata la prima a offrire un canale chat sia per i clienti che per i potenziali clienti”, sottolinea Andrea Bombardieri, Servizio personale e Responsabile adempimenti codice privacy di IWBank, interpellato da eFinancialCareers,it, emanazione italiana del principale network globale per il career management e la ricerca di lavoro nel mondo bancario, finanziario e amministrativo. Sono di conseguenza richieste figure di supporto alla clientela ma anche di sviluppo dei prodotti ed è chiaro quindi che il candidato in questo ambito “deve mostrare sempre e comunque una reason why riguardo l’uso di internet”, spiega Bombardieri. Ci sono conseguenze anche per gli informatici, infatti “non è richiesta una competenza specialistica di tipo verticale, ma bisogna sapersi aprire a più specializzazioni”, mette in guardia Marco Menghini, amministratore delegato di Human Lab.
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